Trekking ghiacciaio Kolahoi
Scrivo reduce da un trekking di quattro giorni, nella valle di Phalgam. Un’esperienza meravigliosa devo dire.
Con me c’erano Florine, la ragazza francese che sta nella stessa houseboat, Yussuf, il proprietario-Pasha con il figlio Omar e Ahdha, il montanaro che mi ha portato fino al ghiacciaio, che passa la giornata a fumare e parlare al telefonino e ride tutto il tempo. Per prima cosa, abbiamo lasciato Srinagar in Jeep e raggiunto un villaggio poco sopra Phalgam. Lungo la strada ho perso il conto di quanti soldati ho incontrato e nell’ultimo pezzo c’era un checkpoint a ogni pie sospinto.
Li al villaggio abbiamo dormito nella casa del Pony Man, che insieme a due sue fidi ci ha portato al campo base di Liddenwald (2700 m circa). Abbiamo campeggiato una notte e il giorno dopo siamo partiti per il Kolahoi. In 8 ore ho fatto circa 2000m di dislivello arrivando a quota 4700, in una valle splendida e camminando tutto il tempo. Sulla via del ritorno al campo base ho fatto l’ultimo pezzo in sella al fido Rajabadu.
E’ stata un’esperienza davvero unica, vissuta con i locali e in uno scenario bellissimo. Appena avro tempo carichero altre foto.
Venerdi parto per Leh, in Ladakh. Dovrei metterci due giorni e essere dunque li per il 10. Se trovo un trekking economico mi cimentero anche li.
Ringrazio tutti per i calorosi e affettuosi auguri!
P.S. ho perso il mio portafoglio su un volo interno indiano e cosa succede? Mando una mail alla compagnia e loro dopo due giorni te lo fanno trovare all’aeroporto con tutto dentro (anche i soldi). Non ci credo ma e cosi.
Intanto in Kashmir e morto un ragazzo in seguito agli scontri con l’esercito, e oggi c’e stato un attentato ma io sono in una zona sicura quindi non state in pensiero.
A presto!!!





agosto 6, 2008 a 2:17 pm
Fabio auguri, e complimenti per le tue esperienze. Vivile fino in fondo!
Bell’aneddoto quello del portafoglio… chissà come sarebbe andata in Italia.
agosto 7, 2008 a 2:47 pm
L’ho detto al manager della spiceJet (la compagnia aerea indiana) che in Italia probabilmente non sarebbe successo e lui ha riso.
Per i clienti e’ un bene perche’ d’ora in poi in india volero’ con SpiceJet.
A presto,
Fabio
agosto 7, 2008 a 11:37 pm
Ciao Fabio!
Bellissimo posto si direbbe dalle foto. Un po’ ti invidio: sono a San Diego ma ovviamente in un posto iperindustrializzato – qui pare di plastica anche il mare… Lunedì torno al mare a Metaponto (scusate tutti l’intrusione famigliare) e ci troverò i tuoi che vengono a trovarci – papà, mamma e Y.
Ti farò scrivere da lì se non l’hanno già fatto!
Un abbraccio!
Stefano