This is the end.. my only friend, the end…
Scrivo per l’ultima volta dall’India, almeno per il 2008 e piu’. Oggi sono particolarmente stanco perche’ ho fatto il trekking piu’ duro di tutto il viaggio: ho camminato tutto il giorno per Delhi.
La mattina sono stato a New Delhi e ho attraversato le zone finanziarie e i posti dei ricconi in cerca dei musei, in particolare la Galleria d’Arte Contemporanea. Peccato che quasi tutto a Delhi e’ “Monday Closed”. Il solito culo. Cosi’ ho ripiegato su un meraviglioso complesso di tombe (si’, un cimitero) fatto erigere da un sovrano Moghul (i musulmani del medioevo in India) che accecato da megalomania ha eretto due enormi mausolei completamente simmetrici in un complesso di parchi e giochi d’acqua piu’ grande del Castello Sforzesco (tanto per capirci coi piu’ che leggono). Il tutto per un centinaio scarso di cristiani (musulmani in questo caso).
Dato che il Monday Closed colpisce la maggior parte dei musei e delle attrazioni di Delhi (compreso il tempio del Loto, mannaggia) ho ripiegato per una triste visita ai giardini zoologici dove ho stretto una breve ma intensa amicizia con 4 studenti universitari indiani che mi hanno preso in simpatia.
Finito il giro delle belve mi sono fatto portare in tuk tuk al Red Fort che, al contrario di quanto sostenuto dalla Lonely Planet, non e’ immune dagli effetti del Monday Closed, ed era ovviamente chiuso. Da li’ mi sono spostato nella zona Musulmana del mercato del cotone, attratto da un’altra bella moschea. Musulmani 2 Hindu 0. Qui sono stato ripescato da un vecchietto Indiano che stufo del predominio dei muslims si e’ propostocome guida turistica nei vicoli della Old Delhi che non ho saputo tenermi i miei 2 euro e l’ho seguito per i vicoli dove ho ammirato case vecchissime e uno stile di vita che mi ricordava Varanasi, soltanto un po’ piu’ pulito.
Infine sono tornato sempre a piedialla Guest House attraversando la zona dei mercati indiani. La vita per i pedoni in India e’ davvero difficile e fare 5 km in citta’ e’ piu’ difficile che avanzare in una giungla tropicale e senz’altro piu’ pericoloso.
Mi viene difficile fare un bilancio, ma non ci sto neanche pensando. E’ tutto sospeso, in via di definizione, senza fretta. Sono ancora in India e ne sento l’effetto. Domani devo prendere l’aereo e dopo 14 ore di volo saro’ in Italia. Avessi davanti un altro mese, altri 6 mesi o un anno credo che non sentirei la stanchezza e proseguirei oltre. Ma ormai sono gia’ con le antenne in Italia, impegni e traslochi mi attendono.
Ma non ci pensero’ stanotte.
Sogni d’oro
settembre 1, 2008 a 5:02 pm
Buon ritorno!